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Whitby

Whitby é un piccolo paesino di mare

a nord di York, dove pochi giorni fa sono stata per una brave gita di un giorno.

(Click here for English version)

Da Londra Whitby dista un po’, consigliato quindi rimanere a dormire in uno dei carinissimi b&b o hotel a ridosso del mare. Questo piccolo paese di pescatori é stato la culla di “Dracula” di Bram Stoker. Lo scrittore infatti nelle prime pagine del libro, descrive proprio il paesino di Whitby, dove lui stesso é stato per molto tempo proprio prima di scrivere il romanzo. Il paesino é anche famoso per i suoi tantissimi negozi di Fish and Chips, noi stessi ne abbiamo provato uno che é davvero buonissimo, con porzioni enormi! Ma ecco un estratto dal libro Dracula, di Bram Stocker.

DIARIO DI MINA MURRAY.
Whitby, 24 luglio. Lucy, venuta a prendermi alla stazione, era più carina e tenera che mai, e siamo andate alla casa sul Crescent dove abitano. È un posto delizioso. Il fiumiciattolo che ha nome Esk scorre in una profonda vallata che s’allarga ad accogliere il porto. L’attraversa un grande viadotto su alti pilastri, e a vederlo attraverso questi il panorama sembra più vasto di quanto non sia in realtà. La vallata è tutta meravigliosamente verde, ed è così incassata che, quando si è su un versante, si scorge direttamente l’altro, a meno di non spingersi proprio all’orlo e spingere lo sguardo in basso. Le case della città vecchia – che si stende sulla riva opposta – hanno tutte i tetti rossi e sembrano accatastate l’una sull’altra, proprio come in certe stampe di Norimberga. Sulla
città, a dominarla, si levano le rovine dell’abbazia di Whitby che è stata saccheggiata dai danesi, e in essa si svolgono alcune scene del “Marmion”, quelle in cui la ragazza viene murata viva.

È una nobilissima rovina, di immani dimensioni, piena di scorci belli e romantici;

una leggenda vuole che a una delle finestre si scorga una dama bianca. Tra essa e la città, un’altra chiesa, la parrocchiale, a pianta rotonda con un gran cimitero fitto di lastre tombali. È, a mio giudizio, il più bel sito di Whitby, posto com’è proprio al di sopra della città, sì che la vista ne spazia su tutto il porto e la baia, donde si protende in mare il promontorio che ha nome Kettleness. La scarpata scende a picco sul porto e in parte è crollata, causando la distruzione di alcune tombe. In un punto, una parte dei cenotafi sovrasta esattamente il sentiero sabbioso che corre al di sotto. Ci sono passeggiate con sedili per tutto il cimitero; e la gente va a riposarvisi a tutte le ore del giorno, per ammirare il bel panorama e godersi la brezza.

Anch’io ci andrò assai spesso a sedermici, e lavorare.

Ci sono anche adesso, intenta a scrivere con il diario sulle ginocchia, e presto orecchio alle chiacchiere di tre vecchi seduti accanto a me. Si direbbe che tutto il giorno non facciano altro che starsene qui a conversare. Ai miei piedi si stende il porto, all’altra estremità del quale una lunga muraglia di granito si protende in mare, curvandosi all’estremità, e a metà di quest’arco sorge un fanale; è bardata all’esterno da poderosi frangiflutti. Da questa parte, il molo forma un gomito in senso opposto e anche alla sua estremità si trova un fanale. Fra le due gettate, un’angusta apertura dà accesso al bacino, che s’allarga subito al di qua.

È molto bello con l’alta marea;

quando invece è bassa, non restano che secche, secche a non finire, e non c’è altro che il rivolo dell’Esk che scorre tra banchi di sabbia qua e là punteggiati di rocce. Fuori dal porto, da questa parte, si erge, prolungandosi per circa mezzo miglio, una gran scogliera dall’aguzzo profilo che s’inizia esattamente al di là del faro meridionale. Davanti alla punta della scogliera, una boa con una campana che suona quando il tempo è cattivo, spandendo al vento funebri rintocchi. Una leggenda dice che, quando una nave naufraga, sul mare si odono campane.”

Ricchissimo di storia, questo piccolo borgo di pescatori é davvero affascinante, una di quelle “perle rare” che ancora resistono al progresso e alle grandi catene commerciali. Qui i piccoli negozi di artigianato e vintage ancora la fanno da padrone, e lo shopping é assicurato. Camminare per queste stradine é stato davvero affascinante, una meta che dovete assolutamente appuntarvi se state programmando la vostra prossima vacanza in Uk!

Indirizzi consigliati: 

The Fisherman’s wife, per mangiare un ottimo fish and chips, gigante!

Il Whalebone Arch, un arco fatto interamente con ossa di balena

La “Dracula experience“, per gli appassionati del genere

La bellissima “Whitby Abbey“, dove ho fatto le foto piú belle

La “Church of Saint Mary” nominata nel libro Dracula

The Whitehorse Griffin, un posto speciale dove spendere la notte

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Whitby

Whitby is a small seaside village north of York, where a few days ago I was on a good day trip. From London, Whitby is a bit far, I recommended to stay in one of the cute b & b or hotel close to the sea. This small fishing village was the cradle of “Dracula” by Bram Stoker. The writer in fact, in the first pages of the book, describes the village of Whitby, where he stayed for a long time just before writing the novel. The village is also famous for its many Fish and Chips shops, we tried one and it was really delicious, with huge portions too! But here is an excerpt from the book Dracula, by Bram Stocker.

“DIARY OF MINA MURRAY.
Whitby, July 24th. Lucy, coming to pick me up at the station, was prettier and more tender than ever, and we went to the house on the Crescent where they live. It is a delightful place. The small river named Esk flows in a deep valley that widens to welcome the port. It crosses a large viaduct on high pillars, and to see it through these, the view seems larger than it actually is. The valley is all marvellously green, and it is so encased that, when one is on one side, one sees the other directly, unless one pushes himself to the brim and pushes his gaze downwards. The houses of the old city – which lie on the opposite bank – have all the red roofs and seem stacked on top of each other, just like in some Nuremberg prints. On dominating the city, there are the ruins of Whitby Abbey, which was sacked by the Danes, and there are some scenes of the “Marmion”, those in which the girl is walled up alive.

It is a very noble ruin of immense size, full of beautiful and romantic views; Legend has it that one of the windows sees a white lady. Between it and the city, another church, the parish church, with a round plan with a large cemetery full of tombstones. It is, in my opinion, the most beautiful site of Whitby, placed as it is right above the city so that the view extends over the port and the bay, whence the promontory that bears the name Kettleness reaches from the sea. The escarpment drops to the port and partly collapsed, causing the destruction of some tombs. At one point, a part of the cenotaphs overlooks exactly the sandy path that runs below. There are walks with seats throughout the cemetery; and people go to rest at all hours of the day, to admire the beautiful landscape and enjoy the breeze.

I too will often go to sit down and work.
I’m still there, busy writing the diary on my knees, and soon I hear the chatter of three old men sitting next to me. It seems that all day they do nothing but sit here talking. At my feet lies the port, at the other end of which a long wall of granite juts out into the sea, bending at the end, and in the middle of this arch stands a lantern; it is harnessed on the outside by mighty breakwaters. On this side, the pier forms an elbow in the opposite direction and a headlight is also at its end. Between the two throws, a narrow opening gives access to the basin, which widens immediately on this side.

It is very beautiful at high tide; when it is low, there is nothing but the Esk rival that runs between sandbanks here and there, together with many rocks. On the other side of the port, a great cliff rises up from about half a mile, with a sharp profile that starts exactly beyond the southern lighthouse. In front of the point of the cliff, a buoy with a bell rings when the weather is bad, blowing funeral wind chimes. A legend says that when a ship is shipwrecked, bells are heard on the sea. ”

Rich in history, this small fishing village is really fascinating, one of those “rare pearls” that still resist the progress and the big commercial chains. Here the small craft and vintage shops are still the masters, and shopping is guaranteed. Walking through these streets has been really fascinating, a destination that you must absolutely point out if you are planning your next holiday in the UK!

 

Recommended addresses:

The Fisherman’s wife, to eat a great fish and chips, giant!

The Whalebone Arch, an arch made entirely of whale bones

The “Dracula experience”, for fans of the genre

The beautiful “Whitby Abbey“, where I took the most beautiful pictures

The “Church of Saint Mary” named in the book Dracula

The Whitehorse Griffin, a special place to spend the night

 

 

 

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